Reati informatici propriamente detti e reati commessi su piattaforma informatica. Classificazione e diverse discipline

Giovedì 27 Ottobre 2016 PDFStampaE-mail

Reati informatici propriamente detti e reati commessi su piattaforma informatica.

Classificazione e diverse discipline

 

Quando

Givoedi 27 Ottobre 2016

 

Orario

Dalle ore 18.00

 

Luogo

Aula Alfa - Dipartimento di Informatica, Università di Roma "La Sapienza"

Via Salaria, 113- 00198 Roma

 

Descrizione

reati informatici sono stati introdotti nel nostro ordinamento con la l. 23.12.93 n. 547, attesa la gravità economica e sociale degli abusi informatici, per colmare una lacuna dell'ordinamento ed adeguare la legislazione italiana a quella dei Paesi progrediti, nonchè in ossequio a ripetute raccomandazioni del Consiglio d'Europa ed ai fini della collaborazione giudiziaria internazionale in campo penale che, di regola, richiede la previsione bilaterale del fatto. Per i reati informatici in senso stretto si è ricorsi, piuttosto che ad una legge penale speciale, ad una integrazione evolutiva del codice penale, disseminando nel testo previgente norme inclusive di fattispecie adattate alle nuove forme di aggressione di beni già oggetto di tutela (patrimonio, fede pubblica, riservatezza, ordine pubblico etc.). La successiva l. 48/2008 (che ratifica la convenzione di Budapest sul Cybercrime) ha introdotto altre fattispecie di reato ed ha modificato, dopo circa 15 anni, le precedenti disposizioni, armonizzandole con la legislazione sovra-nazionale. Sono state introdotte modifiche anche alla disciplina processuale: le indagini in materia di reati informatici, per esempio, sono effettuate dalla Procura distrettuale e non già dalla procura normalmente competente, per concentrare in poche mani la conduzione delle investigazioni connotate da un livello di specializzazione elevato.

 

Tra i reati informatici, propriamente detti, che statisticamente ricorrono di più c’è da registrare la frode informatica (ART. 640 TER c.p.): l’originaria disposizione, introdotta dalla l. 547/93, è stata oggetto di profonda rivisitazione ad opera del decreto legge n. 93 del 14 agosto 2013, convertito nella legge n. 119 del 15 ottobre 2013; l’attuale disciplina, anche se tardivamente introdotta, è sicuramente più efficace perché consente di reprimere il dilagante fenomeno attraverso una sanzione edittale raddoppiata rispetto al passato e facendo anche ricorso a strumenti di contrasto come le intercettazioni telefoniche e le misure cautelari personali, in precedenza precluse. Compare per la prima volta, in un testo normativo di rilevanza penale, il concetto di identità digitale.

 

Ben diversa è la disciplina, anche processuale, dei reati che non possono ascriversi alla categoria dei reati informatici propriamente detti, ma che vengono consumati o tentati attraverso lo strumento informatico: si pensi ad una truffa su eBay, o ad una diffamazione a mezzo internet; per questi ultimi si continuano ad applicare i tradizionali strumenti offerti dal codice penale (art. 640-TRUFFA; art. 595-DIFFAMAZIONE, etc.) e le indagini non sono concentrate nella Procura distrettuale.


Relatori:

Nicola Maiorano

Procura della Repubblica, Tribunale di Roma

 

Per registrarsi all'evento, collegarsi al seguente link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-reati-informatici-propriamente-detti-e-reati-commessi-su-piattaforma-informatica-classificazione-e-28650103230

 

Il numero dei posti disponibili è limitato.